trovare lavoro parte 2

#SocialRecruiting: trovare lavoro oggi curando il personal branding (parte 2)

Ecco la seconda parte della riflessione sul Social Recruiting. Per farti chiarezza riprendo l’elenco dei dati più importanti secondo me che sono emersi dall’analisi condotta da Adecco: il lavoro ai tempi del #socialrecruiting in Italia.

Come vengono usati i social media da chi cerca lavoro e da chi offre lavoro?

  1. Più del 40% dei candidati (di età compresa principalmente tra i 18 e i 49 anni) utilizza Linkedin per trovare lavoro.
  2. Quasi il 60% dei recruiter di grandi aziende utilizza Linkedin per lavoro.
  3. Più del 25% dei recruiter dichiara di escludere un potenziale candidato dal processo di selezione a causa di informazioni, fotografie e contenuti pubblicati sui profili social (contro solo il 12% nel 2013!!).
  4. Gli elementi più importanti nelle valutazioni dei recruiter sono i riconoscimenti professionali e i premi ottenuti sul lavoro.

Il quarto punto della lista mi ha colpito moltissimo. Quando ho letto le parole riconoscimenti professionali la prima cosa che mi è venuta in mente sono state le raccomandazioni su LinkedIn.

Ma hai idea delle potenzialità di queste innocue funzioni della piattaforma?

Fino a prova contraria nella vita di tutti i giorni succede molto spesso che riusciamo a trovare lavoro da qualche parte perchè siamo raccomandati dal genitore, dall’amico di famiglia, dal cugino di secondo grado. Immagina di avere sul profilo Linkedin una decina di raccomandazioni da parte di figure professionali di un certo livello. E immagina che un reclutatore trovi il tuo profilo Linkedin bello completo e ricco di questi riconoscimenti.

Non è abbastanza chiara la potenzialità e l’enorme vantaggio che possono comportare?

E’ un po’ come quando devi comprare qualcosa di nuovo, per esempio uno smalto. Nei supermercati, nelle profumerie, nei mercatini è pieno zeppo di questo tipo di prodotti di bellezza. Potrebbe andare bene qualsiasi di questi ma tu cerchi quello che sia resistente, brillante, che non rovini la pelle o le unghie. Quante volte prima di acquistare qualcosa chiedi consiglio alla tua amica, alla mamma, alla figlia che si fa le unghie 3 volte a settimana?

Se una di queste persone si è trovata benissimo con un particolare smalto, è molto più probabile che lo comprerai anche tu perchè ti è stato consigliato da una persona di fiducia.

Non cambia molto sul lato umano: se devo scegliere un nuovo dipendente per il settore vendite, mi fido molto di più di un ragazzo che mi viene consigliato dal titolare di un’azienda che lavora nel mio stesso settore, per esempio.

Penso che adesso sia chiaro quanto contino le raccomandazioni anche online. Linkedin non è una semplice piattaforma dove possiamo pubblicare online il nostro CV. Si tratta di uno strumento che ci dà la possibilità di far vedere quello che sappiamo fare, di dimostrare le nostre capacità, essere riconosciuti per il nostro valore, venire raccomandati da altri perchè abbiamo svolto un lavoro impeccabile, diventare autorevoli agli occhi di centinaia di persone. 

Sei ancora convinto che curare il tuo personal branding online non sia importante?

Quest’analisi mi è piaciuta molto e mi ha lasciato un faro di speranza ma soprattutto un grande entusiasmo nel leggere questi dati. Sono la dimostrazione che c’è un effettivo cambiamento in atto, dobbiamo solo imparare a coglierlo e andargli dietro, senza aspettare che sia lui a travolgerci.

Siamo giovani, ma siamo anche molto vecchi se pensiamo ancora al CV cartaceo, secondo me. Lo stesso vale per la piccola media impresa. I vecchi sistemi non funzionano più, inizia oggi a cambiare visione della tua comunicazione aziendale perchè solo così tra un po’ di tempo potrai vedere risultati concreti, riconoscimenti veri da parte dei tuoi clienti, soddisfazione nel renderti conto che hai fatto bene a cambiare in questo preciso momento.

Sei d’accordo? Mi piacerebbe sapere la tua opinione a riguardo, puoi farlo commentando l’articolo 🙂

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