Ragazza che fa Yoga, fai le scelte ponderate per il tuo e-commerce

Avere un e-commerce oggi è sinonimo di fallimento già in partenza?

Grazie al web si può guadagnare moltissimo, aprire un e-commerce è la soluzione ai problemi di vendita di qualsiasi prodotto….

bene, allora se dico così posso anche dire che i Puffi esistono, che le bacchette magiche si comprano al supermercato e che gli incantesimi funzionano! No aspetta, in effetti esistono gli incantesimi che funzionano, se non ci credi leggi il mio articolo.

Ma a parte in quel caso particolare, tutte le altre frasi che ho citato sono delle fesserie belle e buone.

Qual’è il problema?

Pensare che basti aprire un sito internet di qualsivoglia genere per ottenere dopo poco tempo contatti, richieste, risultati concreti, insomma pretendere il successo assicurato, è assolutamente sbagliato.

Ho fatto qualche ricerca su internet per valutare quanto un e-commerce al giorno d’oggi possa avere la speranza di un minimo successo: un risultato deludente, una marea di negozi online che hanno investito molti soldi ma soprattutto moltissimo tempo per non vedere alcun risultato, forse una o due vendite nel giro di un anno dall’apertura.

E allora perché si dice che il settore e-commerce in Italia è in costante crescita?

Perchè le web agency promettono successi straordinari di un sito quando magari poi le aspettative non vengono nemmeno raggiunte?

Ho trovato un dato sconcertante che mi ha fatto riflettere: il 99,9% dei siti e-commerce non vendono e non funzionano (fonte: creareunsito.eu/articoli-sui-siti-ecommerce)

Se fosse davvero così, sarebbe un dato catastrofico per tutti coloro che credono nel web e nelle sue potenzialità, me compresa. Credo che chi apre un sito e-commerce non valuta prima quelle che sono le sue reali possibilità di crescita.

Non basta dire <<bon, oggi apro il sito, mi affido ad una web agency famosa in grado di posizionarmi al primo posto per certe parole chiave, questo sarà sufficiente per vedere vendite immediate.>>

E’ come buttarsi in mezzo alla massa a caso, vestiti uguali a tutti gli altri ed essere convinti di avere subito tutta l’attenzione su di sè solo perché abbiamo un cappello o una giacca fluorescente.

E se invece nella massa di persone in cui siamo provassimo a fare qualcosa di diverso da tutti gli altri?

Ok, sono tutt’orecchi…

Per esempio presentarci ad uno dei nostri vicini, porgendo cordialmente la mano e presentandoci come amici appassionati di moda. Potremmo instaurare una conversazione interessante sulla moda degli anni ‘90, interessando l’argomento anche ad un altra persona accanto a noi.

Magari quest’ultima persona è lì con altri due amici con la passione per i pantaloni a zampa di elefante, che vorranno contribuire anche loro alla conversazione. E così via.

A questo punto potremmo proporci come titolari di un negozio di abbigliamento vintage che abbiamo all’angolo di questa strada. Probabilmente i nostri nuovi amici vorranno fare un giro a vedere quali capi originali ha il negozio. E questo è solo l’inizio.

La prima persona buttata in mezzo alla massa di gente è il nostro negozio online. Se ci presentassimo con milioni di vestiti addosso non interesserebbe a nessuno quello che abbiamo perché ci mostreremmo come esuberanti e semplici venditori ambulanti di vestiti vintage. Proviamo invece a parlare dell’abbigliamento degli anni ‘90, raccontiamo le nostre passioni in un blog, coinvolgiamo i nostri contatti potenzialmente interessati, portiamoli a conversare con noi. Insomma, creiamo una rete di relazioni che siano vere, non fittizie, trasportando poi queste conversazioni verso il nostro sito di vendita di abbigliamento.

Questo si chiama fare Inboud Marketing, attirare i clienti verso i nostri prodotti e non costringerli a venire a vedere cosa abbiamo per loro!

Si ma io non ho tempo!

Sicuramente qualcuno mi dirà: << non ho tempo per queste cavolate, voglio risultati immediati, preferisco spendere molto ma averli subito.>>

E io ti dico: non hai capito nulla dal mondo che sta cambiando.

Alla gente non interessa che tu abbia l’oggetto migliore del mondo, vuole che tu abbia l’oggetto che gli risolva un problema. Vuole qualcuno che possa fargli capire perché quel tuo prodotto può risolvere il suo problema.

Un imprenditore non può dunque affidare interamente un intero progetto online ad una persona esterna senza dare alcun contributo in termini di contenuti, ma deve lavorare con essa, trasmettere passione e competenza  da comunicare a chi cerca una soluzione ad un problema concreto.

 

Cosa fare allora?

Studialo questo benedetto mercato, studia le ricerche più frequenti fatte dagli utenti, valuta attentamente il prodotto che vuoi offrire, non andare a caso facendo la pecora di turno.

Com’era quella frase famosa?

Puoi anche farla la pecora, ma diventa una pecora verde invece di bianca, o ancora meglio, diventa una mucca viola. Investi il tuo tempo rischiando e seguendo il tuo cuore. 

 

Ne sei in grado?

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