Linkedin privacy policy

Linkedin Privacy: diamo risposta alle domande di oggi!

Il tema relativo alla privacy su internet è uno dei più delicati e complicati che ci siano, a mio avviso. Dare troppe informazioni di contatto o relative alla vita privata, rischia di essere molto pericoloso.

Questo perchè quello che viene pubblicato sul web è senza ombra di dubbio di dominio pubblico, alla portata di tutti. Ma è vero allora che siamo tutti in pericolo? Oppure a volte tendiamo ad esagerare partendo da paure infondate?

Oggi mi piacerebbe concentrarmi sulla Linkedin Privacy, rispondendo a due interessanti domande. Per cui non perderti questa lettura!

Lavorando sul web mi sono resa conto di quanto sia fondamentale essere capaci di avere il totale controllo su tutto quello che viene detto di noi.

Hai mai provato per esempio a fare una veloce ricerca del tuo nome su Google?

Potresti stupirti di quello che puoi trovare!

Nel momento in cui hai il controllo di ogni tua attività sui social, del sito internet che gestisci e di quello che dicono gli altri di te o della tua azienda, allora i problemi di privacy a mio avviso non sussistono.

Se invece ti limiti ad avere un profilo Facebook compilato male e pieno di informazioni, date da ricordare e indirizzi email, allora diventa ancora più facile per qualcuno usare i tuoi dati personali per farci ciò che vuole.

Ma analizziamo la situazione su Linkedin

La scorsa settimana Giovanni Verzeroli (che ringrazio) mi ha segnalato su Linkedin una discussione molto interessante relativa proprio al problema legato alla Privacy sulla piattaforma.

Ciò che rende questa piattaforma così unica rispetto ad altre, è che pone in primo piano la persona a livello solo ed esclusivamente professionale. Come tipologia di social network, Linkedin può essere confrontato con Facebook, dove anche qui è il profilo personale il fulcro di ogni attività, ma al contrario di Linkedin, sul social di Zuckerberg non si fa business.

Rimanendo legati al problema Privacy, su Linkedin abbiamo la possibilità di decidere direttamente dalle impostazioni del profilo cosa e come mostrare a chi visita la nostra pagina. Possiamo anche evitare che una persona qualsiasi veda la foto del profilo o possiamo fare in modo che la visualizzazione di un altro profilo rimanga a quest’ultimo nascosta.

Le domande che sono sorte in merito a ciò sono queste:

Sarà capitato anche a voi di inviare una richiesta di contatto su LinkedIn e non ricevere la conferma. E quando accade la domanda sorge spontanea: ma chi si crede di essere? Non sono abbastanza interessante/importante per lui/lei? 

Mentre la seconda:

Ritenete cosa giusta e doverosa che, in un social come LinkedIn che tra le altre cose, ha anche lo scopo di ampliare la propria rete professionale di ognuno di noi, per questioni di privacy (almeno così dichiara LinkedIn) chiede di inserire l’indirizzo email per poter inviare l’invito di collegamento?

Inoltre LinkedIn chiede di spedire inviti solo a persone che si conoscono; questa filosofia in realtà non è in totale contraddizione con i motivi per cui esiste questo social network?

Come rispondo io…?

Edition_Edition-12Per rispondere alla prima domanda mi collego ad un articolo che avevo pubblicato tempo fa, dove esponevo il mio punto di vista legato al vantaggio o meno di accettare tutte (o quasi) le richieste di collegamento su Linkedin. 

Credo che la risposta a questa domanda possa essere collegata soltanto al motivo principale per cui questo social è nato: dare modo ai professionisti di creare una rete sociale pensata per raggiungere obiettivi di business.

La parola magica che rende Linkedin unico è proprio Business, non si accede per farsi gli affari degli altri o per passare il tempo guardando qualche bella immagine, ma piuttosto per instaurare relazioni professionali e condividere argomentazioni di un certo rilievo.

Una persona può senza problemi valutare attentamente il profilo di chi gli richiede il collegamento, senza dover per forza accettare la sua richiesta. Tutto dipende da come siamo capaci di porci attraverso il profilo nei confronti di coloro che vengono a visitarlo.

Se siamo in linea con le aspettative dell’utente dall’altra parte dello schermo, e se siamo in grado di trasmettere chiaramente cosa facciamo e come svolgiamo il nostro lavoro, allora diventa più facile scegliere se accettare o meno.

Non ha senso giudicare il comportamento degli altri, senza giudicare in primis se stessi.

Ci chiediamo perchè qualcuno non accetta il collegamento, poi magari sul nostro profilo siamo molto restii, non abbiamo info di contatto, il riepilogo si presenta molto casuale oppure troppo complicato, la foto profilo risulta inadeguata al contesto, e le esperienze lavorative inserite sono quelle sbagliate.

Impariamo a guardare noi stessi prima degli altri, è un insegnamento che vale in qualsiasi circostanza!

Per Food_Food-01concludere, cercherò di rispondere alla seconda domanda facendo un paragone che forse ci aiuterà a fare luce sul problema.

Prova a pensare a quando sei ad un evento aziendale o una fiera piuttosto importante. Si tratta di ottimi momenti di incontro e scambio per aziende e professionisti di tutto il mondo.

Come fai a conoscere qualcuno di nuovo?

Ti presenti davanti alla persona e gli dici “ehilà! Piacere sono Paolo, vuoi essere mio amico?”, oppure cerchi di farti presentare ad un potenziale ottimo cliente da parte di un tuo amico/collega/partner di fiducia?

Guarda che su Linkedin è la stessa cosa!

Mantenere un atteggiamento professionale anche nel modo di contattare qualcuno è fondamentale all’interno di Linkedin. Per questo per collegarti con qualcuno ti viene richiesto di inserire un indirizzo email valido, vuol dire che hai già avuto modo di parlarti o di farti lasciare il suo biglietto da visita.

Non lo hai mai visto ma ti piacerebbe conoscerlo perchè intravedi splendide opportunità? Bene! Guarda caso il tuo collega lo conosce, potrebbe proprio essere la persona giusta per presentarti al meglio nei suoi confronti.

Ti è più chiaro adesso come ha deciso di lavorare Linkedin?

Spero proprio di si, ovviamente mi aspetto un tuo commento o opinione qui sotto 🙂
Ah, guarda che fai ancora in tempo ad iscriverti alla mia newsletter, basta che lasci il tuo nome e un valido indirizzo email!

1 commento
  1. Luigi Riccardo Cavaliere
    Luigi Riccardo Cavaliere dice:

    Cosa fare quando è lo stesso LinkedIn che blocca un account senza motivo. Ho le prove che non c’è un motivo perché è di una amica l’account e sono quasi 3 settimana che LinkedIn risponde solo con stupidaggini. Aspetto risposta. Grazie

    Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *