Direct Email Marketing: chi vince la sfida tra Mailchimp, Getresponse e Active Campaign?

Era da un po’ che volevo scrivere un articolo su Direct Email Marketing, con particolare riferimento agli autoresponder, e finalmente è arrivato quel momento.

Nel corso degli ultimi mesi ho cambiato ben tre diversi sistemi di direct email marketing, tutti e tre molto conosciuti tra l’altro: Mailchimp, Getresponse, Active Campaign.

L’ordine in cui gli ho scritti è l’ordine in cui li ho cambiati, e neanche a farlo apposta, l’ordine in base al migliore. In questo senso Active Campaign che uso attualmente si è rivelato migliore sotto certi punti vista, peggiore in altri, ma per quello di cui ho bisogno adesso, è senza dubbio il più performante dei tre.

Con questo articolo vorrei darti una panoramica sui tre sistemi elencandoti i vantaggi di ognuno, così avrai modo di scegliere quello più adatto al tuo business online.

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MAILCHIMP e la scimmietta

Il primo amore non si scorda mai, e Mailchimp è stato davvero il primo amore per me. Ciò che dà valore a questo software è la semplicità, si è rivelato molto intuitivo, soprattutto per le funzionalità più semplici come gestione della Lista iscritti, invio delle Campagne e il sistema di monitoraggio.

Se abbiamo appena iniziato a muoverci sul web, Mailchimp può essere il nostro migliore amico perché si integra perfettamente con WordPress, ci permette di creare Newsletter davvero gradevoli graficamente e il sistema di monitoraggio è molto completo.

Senza contare che è gratuito fino a 2000 contatti iscritti. Non male eh?

Ti elenco subito quelli che per me sono stati i reali vantaggi di questo mailer professionale, ma ti ricordo che se cerchi una guida completa e la tua decisione ricade su Mailchimp per il tuo business, puoi acquistare il libro Email Marketing con Mailchimp di Alessandra Farabegoli.

Te lo consiglio davvero, Alessandra conosce molto bene lo strumento e ne parla molto nel suo blog, come puoi vedere qui >>

Ma torniamo a noi.

I 5 vantaggi più stratosferici di Mailchimp

numero1La prima cosa che salta all’occhio su Mailchimp è il menu: si compone di sole 5 voci, ossia Campaign, Template, List, Report, Automation.

Menu di Mailchimp

Quando apriamo un nuovo account la prima cosa da fare è cliccare su List per creare la prima lista di iscritti alla newsletter.

Possiamo partire da una lista di iscritti esistente caricando in Mailchimp un file excel con tutti gli indirizzi email ben elencati. Oppure collegare la nostra lista al sito web in WordPress per dar modo ai visitatori del sito di iscriversi in maniera spontanea. 

Come fare? Molto semplicemente andiamo su List – Create List, inseriamo le info richieste e clicchiamo in fondo su Save.

creare nuova lista su Mailchimp

Una volta creata torniamo in List e dovremmo vedere il nome della lista proprio qui. Clicchiamo sopra la nuova lista, dopo di che su Signup Form – General Form e dalla voce Forms and Response emails scegliamo Signup form. 

signup form di mailchimp

 

Menu a tendina crea nuova lista

Appena sotto avremo la possibilità di personalizzare il form di iscrizione alla nostra lista.

personalizzazione iscrizione lista

Una volta completato basterà inviare o inserire sul sito l’url appena sopra per permettere agli utenti di iscriversi.

url di iscrizione

Se invece vogliamo inserire sul nostro sito il form di iscrizione diretto, senza indirizzare gli utenti ad una pagina differente, dobbiamo installare sul nostro sito in wordpress un plugin relativo: Mailchimp For WordPress.

numero2Il secondo punto di vantaggio è dato dalla possibilità di creare dei template base che puoi utilizzare per tutte le tue newsletter future. Puoi partire da un catalogo molto completo di template già pronti, oppure creare il tuo utilizzando le grafiche che caratterizzano l’azienda.

Per poterle realizzare clicca sulla voce del Menu Templates, e poi su Create Template. A questo punto scegli il layout che preferisci, ma se non sai esattamente cosa vuoi (una colonna, due colonne barrate, quattro colonne totali ecc), scegli la prima proposta (1 Column).

scelta del template su Mailchimp

A questo punto dai libero sfogo alla fantasia, inserisci il tuo logo, il font che utilizzi per il sito, la copertina che magari stai già usando per la pagina Facebook.

Insomma, crea il tuo template base senza inserire alcun contenuto. E poi salvalo.

numero3La cosa migliore di Mailchimp però che non ho trovato in nessun altro mailer online è il sistema di monitoraggio: chiaro, completo, approfondito.

Sarà come è impostato, sarà la grafica, non lo so di preciso… ma a me piace molto, sia per monitorare l’andamento di una specifica campagna, sia per controllare l’andamento di tutte le campagne e della crescita della lista iscritti.

Prendiamo ad esempio una campagna, ossia una newsletter inviata alla nostra prima lista. Andiamo su Campaign in alto e troviamo la lista delle newsletter inviate nell’ultimo periodo.

lista campagne mailchimp

Questa che vedi è una newsletter molto vecchia, ma d’altronde il mio profilo su Mailchimp è rimasto attivo e con esso anche le email inviate. Come puoi vedere, fin da subito il software mi specifica a quante persone ho inviato la mail (512), quanti l’hanno aperta (il 50% degli utenti), e quanti hanno cliccato in uno qualsiasi dei link al suo interno (15%).

A questo punto voglio un ulteriore approfondimento su questi numeri, dunque clicco su View Report sulla destra.

E qua si apre un mondo!

email marketing, reportistica di mailchimp

Vedo esattamente il numero di persone che hanno aperto e cliccato, vedo anche chi si è disiscritto, la percentuale di consegna delle email, le ultime aperture e gli ultimi click.

Non contenta, scorrendo più in basso trovo anche l’elenco degli indirizzi email delle persone che hanno aperto la newsletter, e anche il numero di volte che l’hanno aperta!

Non contenta ancora, cliccando su 77 Clicked vedo la mia newsletter con le indicazioni esatte di dove gli utenti hanno cliccato.

esempio di newsletter per email marketing

Come vedi in foto, il sistema mi indica per ogni link che ho inserito nella email la % di persone che ha cliccato su ognuno di essi, dandomi informazioni preziose sugli interessi dei miei utenti.

In nessun altro mailer ho trovato un sistema di monitoraggio così chiaro e completo.

numero4A ciò che ho appena scritto collego anche il quarto punto di vantaggio di Mailchimp: è adatto ai principianti, a coloro che muovono i primi passi nel mondo del direct email marketing e che devono capire come usare questi sistemi così importanti ed efficaci.

All’inizio è fondamentale monitorare qualsiasi cosa, sapere esattamente chi sono le persone interessate ai nostri prodotti o alle nostre proposte, senza mai dare nulla per scontato.

Inoltre all’inizio non sono necessari i sistemi di automazione (che Mailchimp offre ma solo a pagamento), in quanto è opportuno per il momento capire cosa mandare, perché farlo e soprattutto studiare la strategia più efficace per ottenere risultati tangibili.

Senza un buon sistema di monitoraggio tutto questo sarebbe difficile.

numero5Il quinto e ultimo vantaggio è la scimmietta! Così simpatica anche se del tutto inutile, ma è una chicca in più molto carina…. e secondo me è un vantaggio a livello psicologico.

Insomma non dappertutto trovi la scimmietta che nel momento in cui invii una newsletter di schiaffa un bel 5!! Ti si accende un sorriso sul volto e la giornata prende una piega diversa, a mio avviso 🙂

invio di newsletter da mailchimp

GETRESPONSE, amore e odio

Con Getresponse ho avuto amore e odio! Se Mailchimp è stato solo tanto amore e tanta ammirazione, con Getresponse ci sono stati dei problemi difficilmente risolti, con continue richieste al centro assistenza e diverse parolacce volate quando servivano.

Il motivo per cui ho cambiato mailer passando da Mailchimp a Getresponse di punto in bianco è stato per le automazioni.

Con Mailchimp non potevo usarle senza pagare, e nonostante volessi provare ho deciso di cambiare software, usandone uno che avesse già incluso nel pacchetto iniziale (a pagamento in qualsiasi caso dopo un periodo di 30 giorni di prova) il sistema di automazione completo.

Ma cosa sono le automazioni?

Cerco di spiegarle senza essere tecnica: le automazioni ci permettono di programmare delle email automatiche da inviare ad ogni contatto nel momento in cui esso compie una determinata azione.

Ciò che mi piaceva di Getresponse era la semplicità visiva di organizzazione delle email automatiche, basata su un vero e proprio calendario mensile:autoresponder di get response L’idea era semplice: ogni volta che una persona si iscriveva alla mia newsletter, riceveva subito (al giorno zero) una email automatica con i ringraziamenti dovuti e il link per scaricare l’ebook gratuito.

Due giorni dopo, indipendentemente dagli altri iscritti, la stessa persona riceveva un’altra email diversa dalla prima, con il racconto della mia storia professionale, insieme ad altri contenuti interessanti.

Dopo altri due giorni c’era una terza email programmata per essere inviata in maniera automatica con ulteriori contenuti per l’utente iscritto.

L’obiettivo primario di queste automazioni è la fidelizzazione.

Ricorda che quando una persona si iscrive alla tua newsletter si trova nel momento di massimo entusiasmo possibile, e devi approfittarne senza essere ovviamente spammoso.

Non serve tanto, bastano poche semplici email con contenuti autorevoli e unici, che diano modo all’utente di conoscerti meglio, di capire chi sei e cosa fai, di avvicinarsi di più a te.

Ti assicuro che funzionano tantissimo!

I 5 vantaggi più stratosferici di Getresponse

numero1Il primo vantaggio che posso evidenziare è legato al fatto che nonostante non abbia l’account free, possiede tutte le funzionalità che ha Mailchimp.

Non gliene manca nessuna.

Dalla gestione delle liste, alla panoramica generale sulle campagne, al sistema di monitoraggio delle newsletter e delle iscrizioni. Possiede tutto ciò che ha anche Mailchimp, nonostante per alcune di queste funzionalità non sia al top come per Mailchimp, a mio avviso.

Dalla Dashboard di Getresponse possiamo visualizzare l’andamento degli iscritti e dell’ultima campagna inviata, ma non l’elenco di tutte le campagne spedite… non dalla panoramica comunque.

A livello organizzativo a mio avviso Getresponse è un po’ peggio di Mailchimp, anche se appunto presenta molte più funzionalità e questo è un bene!

numero2Il secondo vantaggio l’ho introdotto poco sopra e riguarda gli autoresponder. A seconda delle mie preferenze posso impostare per ogni lista iscritti un sistema automatico di email completo, che una volta creato lavora al posto mio, mentre io posso starmene beata sul divano.

Più liste ho, diversificate a seconda dei target a cui mi rivolgo, più sistemi automatici riesco ad impostare, più la mia giornata si libera magicamente di diversi impegni.

Questo è il bello degli autoresponder, ed è per questo che ti consiglio di provarli per il tuo business.

numero3Altro vantaggio è la chat del servizio clienti di Getresponse, sempre attiva e sempre disponibile per assisterti su qualsiasi cosa, dalla fatturazione all’invio delle newsletter.

Il servizio clienti è disponibile solo in lingua inglese, ma non è così complicato farsi capire anche da chi magari l’inglese non lo mastica bene.

Inoltre fin dall’apertura dell’account si trovano molti video tutorial utili per iniziare a capire come muoversi all’interno della piattaforma.

learning center di get response

Dalla pagina di Supporto del sito è possibile quindi accedere a diverse soluzioni: dai video tutorial, alle FAQ  e alla Chat del servizio clienti.

numero4Un’altra cosa molto interessante sono le landing pages. Getresponse permette agli utenti di creare delle vere e proprie landing page con form di iscrizione appositi legati alle liste iscritti, da pubblicare sui social o da inviare ai propri contatti.

Dal menu in alto alla voce Landing Page puoi creare delle pagine di atterraggio scegliendo tra un catalogo ben fornito di template già pronti oppure creando una landing completamente da zero.

Schermata per landing page

Una volta pronta avrai a disposizione l’url della pagina da inviare o condividere dove preferisci.
Le landing page sono molto pratiche ed efficaci quando sono inserite in una strategia di email marketing o comunicazione online completa.

Usale al meglio!

numero5Ultimo ma non per importanza è la gestione dei contatti.

Dal menu è possibile accede ad una sezione completa dedicata ai nostri iscritti, per i quali possiamo vedere la lista degli indirizzi email, i campi personalizzati che abbiamo inserito o che dobbiamo inserire per targhetizzare al meglio la lista ecc..

Dalla voce Email Analytics inoltre possiamo vedere l’andamento di crescita dei nostri iscritti, e il tasso medio di iscrizione giornaliero.

andamento iscritti newsletter Getresponse

ACTIVE CAMPAIGN, il re delle automazioni

Completiamo questo super articolo con Active Campaign, il sistema di Direct Email Marketing che utilizzo attualmente per l’invio delle newsletter, che mi sta dando molte soddisfazioni devo dire.

Cosa cambia dagli altri? Per la verità le funzioni principali sono le stesse, in tutti e tre si mandano newsletter, si costruiscono liste, si monitorano i risultati, si possono o meno gestire email automatiche…

Ma Active Campaign fa tutto questo molto meglio, e sicuramente in maniera più completa.

numero1Vantaggio numero uno: le automazioni sono una figata!

A differenza di Getresponse qui si possono realizzare dei veri e propri flussi di conversione. Non vengono più mandate delle newsletter statiche ogni tot giorni e basta, ma piuttosto il sistema rileva automaticamente le azioni dell’utente, e a seconda dell’azione intrapresa invia un’email oppure un altra.

Mi spiego meglio.

Supponiamo che abbiamo due liste differenti di iscritti: la prima è quella generale, quella base dove ci sono tutti gli iscritti. La seconda è una lista di nicchia, dove vogliamo che vengano iscritti dal sistema stesso solo coloro che cliccano su un determinato link all’interno dell’ultima newsletter mandata.

email marketing: inizio automazione active campaign

L’inizio dell’automazione si presenta così come in foto. In pratica l’automazione inizia quando un utente si iscrive alla lista “Lista Generale MDN”, a cui potremmo aggiungere un altro inizio per la stessa automazione. Per esempio quando un utente si iscrive anche alla lista “Pinco Pallo”.

A questo punto clicchiamo sul + e scegliamo tra le tante opzioni disponibili:

workflow Active Campaign

In questo caso vogliamo dire all’automazione che Se un utente si iscrive a quella lista, il sistema deve, per esempio, aspettare un giorno (prima soluzione in bianco).

schermata di active campaign

Dopo un giorno cosa vogliamo che il sistema faccia? Potrebbe per esempio inviare una email specifica a quell’utente. Quindi il giorno dopo l’iscrizione l’utente riceverà una email automatica già prestabilita.

Ottimo.

In questa email automatica però, decidiamo di inserire anche un link speciale, per esempio un link che rimandi ad un nostro articolo o ad una specifica landing page.

Se cliccheranno su quel link specifico, dimostreranno interesse verso l’argomento, diventando per l’azienda contatti caldi che necessitano di essere spostati su una lista differente da quella generale, ossia nella lista di nicchia creata prima.

L’automazione per ottenere questo risultato sarà così all’incirca:

automazione di active campaign

In pratica poniamo la domanda al sistema: l’utente ha cliccato sul link della prima email? Se la risposta è No, allora “Termina il flusso di automazione”, se la risposta è Si, “iscrivi il contatto alla lista Digital Impact”.

Da qui il sistema può andare avanti all’infinito, e quello che vedremo in questa pagina specifica è un flusso costante di email e condizioni che ti aiuteranno a targhetizzare al meglio la tua audience.

Questo che ti ho spiegato in poche righe è sicuramente il vantaggio migliore di tutti. A differenza di Getresponse dove basavo tutto su un calendario che non mi permetteva di personalizzare le email a seconda delle scelte dell’utente, qui ho una vasta gamma di possibili soluzioni e conseguenze da impostare.

numero2Lo stesso flusso lo ritrovo poi nel singolo contatto iscritto, in quanto il sistema mi permette di vedere per ogni contatti quali sono state le sue specifiche azioni nell’ultima settimana o da quando è iscritto alla mia newsletter.

In particolare posso vedere lo stesso flusso che ho impostato precedentemente ma in scala più piccola, legata alla singola persona, come vedi in foto:

automazione del singolo contatto

Nella schermata qui sopra vedi il flusso di attività di uno dei miei iscritti.
In ordine cronologico ho la possibilità di vedere esattamente quali email ha aperto e quali link ha cliccato, per capire non solo quanto è alto il suo tasso di interesse verso i miei contenuti, ma anche se è un utente attivo e a quante liste è iscritto.

Forse l’unica pecca che ha Active Campaign è legata al monitoraggio della singola newsletter, semplicemente perché non mi piace moltissimo, e mi ero abituata bene con Mailchimp, ma ci passo sopra volentieri visto tutti gli altri vantaggi che possiede.

Mi fermo qua con i vantaggi di Active Campaign, anche se sono solo un paio. Più avanti dedicherò un articolo o un video solo a questo mailer per spiegare tutte le potenzialità e utilità per un’azienda o un singolo professionista.

Nel frattempo spero di averti quanto meno fatto un po’ di chiarezza sui sistemi di mailing tra i più conosciuti e usati. Adesso sta a te scegliere quello più adatto per la tua strategia di direct email marketing! Condividi l’articolo se ti è piaciuto o anche semplicemente se vuoi rileggertelo in un prossimo futuro.

Non dimenticarti però di iscriverti alla mia newsletter per rimanere aggiornato sulle novità e per scaricare un ebook gratuito che ti aiuterà a capire che cosa ti serve per far decollare il tuo business online, e quanto costa.

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10 commenti
  1. Enrico
    Enrico dice:

    Bell’articolo Martina! 😃
    Non ho mai provato Active Campaign, a differenza degli altri 2, ma ne avevo sentito parlare molto bene.

    Con questo articolo “comparativo” sono ben chiari i punti di forza di uno rispetto all’altro.

    PS: se clicchi 2 volte sulla manina “high five” di Mailchimp, ti apre un giochino 😉

    Rispondi
  2. Danilo Spanu
    Danilo Spanu dice:

    Son settimane che vago per il web in cerca di info su quale servizio utilizzare, ho trovato tutte le info in un solo post! Grazie mille Martina, sempre utilissimi i tuoi post 🙂

    Rispondi
  3. Claudia
    Claudia dice:

    Ciao Martina, io ho provato mail chimp ma ti giuro, non lo riesco a utilizzare! Mi trovo bene con tinyletter, almeno per ora soddisfa le mie poche esigenze considerando che non lo utilizzo a scopi di vendita, ma solo per aggiornare i miei lettori degli ultimi post usciti. Sicuramente quando vorrò passare ad altro, e presumo che riproverò con mail chimp, verrò a leggere di nuovo questo articolo 🙂

    Rispondi
    • Martina De Nardi
      Martina De Nardi dice:

      Ciao Claudia,
      grazie per il commento 🙂

      Non conosco tinyletter sinceramente, il primo in assoluto che ho usato è stato Mailchimp, ma mi è sempre sembrato abbastanza intuitivo. Ovviamente tutto dipende dalle necessità di ognuno di noi, se ti trovi bene con il primo sicuramente è uno strumento valido comunque! 🙂

      A presto e grazie ancora!

      Rispondi
  4. Monica
    Monica dice:

    Ciao Martina,

    ti ringrazio anche io per questa utile guida 🙂

    Anche per me è stato amore a prima vista con Mailchimp, sia perchè lo trovo facile ed intuitivo sia per una questione estetica (del sito stesso e dei design per le email, e poi come si fa a non adorare la scimmietta che fa da mascotte?? :D).

    Ovviamente il ‘problema’ delle automazioni non è da tralasciare visto che dovrebbero essere parte del kit base di un autoresponder, però bisogna tenere conto che Mailchimp è già gratuito per un numero considerevole di iscritti e che, giustamente, non si può avere tutto!

    Visto che ci sono diverse tipologie di pagamento, sto facendo un esperimento con la modalità ‘Pay as you go’ per capire se questa lacuna può essere in parte colmata (al momento ho pochissimi iscritti e la newsletter mi serve semplicemente per tenere i contatti).

    In caso decidessi di cambiare sistema, saprei avrei le idee un pò oiù chiare su quale scegliere! 🙂

    Rispondi
    • Martina De Nardi
      Martina De Nardi dice:

      Grazie Monica per il commento!! 🙂 Mailchimp è molto valido secondo me, ai miei clienti lo consiglio sempre soprattutto perché è facile e intuitivo. Poi chiaramente per attività più complesse e articolate, gli altri sistemi rispondono molto bene a tutte le esigenze 🙂

      Rispondi
  5. Paolo
    Paolo dice:

    Da poco tempo Mailchimp include le Automation (autoresponder) in tutti i piani (anche quello gratuito)! Ottima notizia.

    Rispondi

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