lezioni di marketing dagli Hunger Games

4 lezioni di marketing dal film Hunger Games

Si, è sabato e ti starai forse chiedendo Perché scrivi un articolo di sabato, Martina?

A dire la verità non sono proprio nelle migliori condizioni. Sono qui, davanti al mio caro amato Mac, aspettando un cliente che a quanto pare si è deciso a non arrivare, con gli occhi che mi si chiudono dalla sonno e la voglia matta di tornare sotto le coperte. Il venerdì sera è un problema per molti, credimi.

E non pensare che sia andata a fare chissà quale festa, il programma di ieri sera prevedeva: lungo aperitivo e cinema con le amiche. A vedere cosa? Hunger Games, il canto della rivolta Parte1.

Dopo la prima mezz’ora ho iniziato a pensare ad un articolo che riguardasse questo film perchè tutto quello che succede all’inizio è basato su una bella strategia di marketing! 

Credo di avere qualche strana malattia per pensare ad un articolo durante un film. Ma cosa ci posso fare?

Qualche ora dopo eccomi qui a scriverlo per te.

Premessa: si tratta di un articolo che parla degli Hunger Games, e non voglio essere io a rovinarti la storia. Se non hai ancora visto il film e hai intenzione di farlo, chiudi la pagina e goditi il week-end: ci si vede al prossimo articolo.

Se lo hai già visto invece, ti chiedo di continuare a leggerlo e soprattutto di lasciarmi un commento per capire se vale lo stesso per te!

Per questo motivo se vuoi continuare nella lettura sbloccala da solo con una bella condivisione 🙂 così non potrai dare alcuna colpa a me se ti ho rovinato la sorpresa!

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Storie come quella di Harry Potter o il Signore degli Anelli preferisco guardarle al cinema piuttosto che leggerle sui libri. Dimmi pure che i libri sono migliori e più avvincenti, però se so che uscirà il film aspetto quello piuttosto di leggermi un bel mattone.

L’unico libro che sono riuscita a leggere prima del film è stato circa 9 anni fa, Harry Potter e la Pietra Filosofale. Poi mi sono rassegnata e ho aspettato l’uscita di tutti gli altri film nelle sale.

Lo stesso discorso vale per gli Hunger Games, una storia che mi ha affascinato da subito (anche perchè sono una patita dei film catastrofici tipo “fine del mondo”). Il 20 novembre è finalmente apparso nelle sale il terzo capitolo della saga: il canto della rivolta Parte1.

Mi sono organizzata un mese prima per andarlo a vedere.

In generale mi è piaciuto molto, certo la storia cambia e i giochi non ci sono più, eppure è intrigante e ricco di colpi di scena come sempre. Sul piano amoroso Katniss è indecisa, turbata, contrariata, divisa tra Peeta e Gale. Ma rimane sempre una ragazza determinata, che sa cosa vuole, pronta a combattere per difendere i suoi cari.

Cosa c’entra il marketing in tutto ciò?

All’inizio Katniss viene usata come strumento di propaganda, simbolo della rivolta popolare contro Capital City. La mettono sopra un piedistallo, le aggiungono molti effetti speciali e le chiedono di recitare. L’idea è quella di filmare la Ghiandaia Imitatrice mentre incita le masse alla rivolta, per coinvolgere sempre più persone dei Distretti a combattere con lei per la libertà.

Il mestiere di attrice però si rivela il suo punto debole: non è in grado di comunicare il messaggio in modo efficace, e l’unica soluzione è scendere in campo e vedere con i suoi occhi il popolo e quello di cui ha più bisogno.

Si fa trasportare al Distretto 8 e visita un ospedale pieno zeppo di civili feriti. A loro basta riconoscerla per ritrovare quella forza e speranza che è riuscita ad infondere durante i giochi.

Il presidente Snow si accorge della sua presenza nel Distretto e fa bombardare subito l’ospedale. Muoiono migliaia di persone in pochissimo tempo. E’ in quel momento che Katniss si fa riprendere dalla telecamera e riesce a comunicare un messaggio profondo e reale perchè finalmente comprende i bisogni della gente e vuole battersi per aiutarli.

Diventa da quel momento una paladina della libertà e un punto di riferimento per tutte quelle persone.

Cosa devono imparare le aziende da questa storia?

  • Ascoltare i bisogni dei clienti: quello che pensiamo che gli altri vogliono molto spesso è sbagliato. Il cuore pulsante di un’impresa sono i clienti che acquistano i suoi prodotti. E’ fondamentale scendere in campo per ascoltare i loro desideri, capire cosa vogliono e di cosa hanno bisogno. I social network aiutano molto a raggiungere questo obiettivo.
  • Crea un brand vero e non fittizio: le imprese devono diventare un simbolo che rappresenti i valori delle persone che lavorano al loro interno. Solo andando sul campo Katniss si è rivelata per ciò che è veramente. Tu, piccola media impresa, devi creare un’immagine reale e non fittizia dei valori e della mission aziendale sia online che offline. 
  • Devi essere costante: la speranza è una piccola fiamma che muore giorno dopo giorno se non viene alimentata. Più Katniss registra video per il popolo, più le persone hanno fiducia e riescono ad eliminare la paura del dittatore e di Capital City. Se un’azienda non è costante sui social network, non si impegna ad offrire contenuti o iniziative sempre nuove in modo da coinvolgere l’utente, quest’ultimo si perderà via e la faticosa conquista della sua fiducia sarà stata vana.
  • Devi essere presente sulle piattaforme più importanti: nel film i video registrati di Katniss vengono mandati in onda su tutte le reti dei Distretti a parte Capital City (inizialmente almeno). Molto semplicemente quello che fanno è comunicare il messaggio giusto alle persone giuste (il popolo) attraverso i canali migliori, quelli dove sanno che le persone potranno vederli. Lo stesso vale per un’azienda: analizza dove si trovano i tuoi clienti, quali piattaforme e social utilizzano maggiormente, preparati ad essere presente ed offrire soluzioni pertinenti ai loro bisogni. Solo se riuscirai ad intercettarli potrai avere qualche speranza di soddisfarli.

Adesso capisci perchè ho deciso di scrivere questo articolo?

Katniss ascoltando e vedendo con i suoi occhi i bisogni delle persone, è riuscita a tenere viva quella fiamma di speranza cancellando qualsiasi paura dal cuore del popolo.

La mission di un’azienda non deve essere molto diversa: il cliente non è più un consumatore passivo che si accontenta di vedere una bella pubblicità del prodotto in tv o su un cartellone pubblicitario. Vuole conoscere la vera azienda, i valori sui cui si basa e soprattutto ha bisogno di una soluzione pertinente ed efficace ai suoi problemi. Non a quelli dell’impresa.

I social network e internet in generale sono lo strumento migliore per realizzare questi obiettivi. Sui social si comprendono le reali necessità dei clienti e grazie al sito web si offrono soluzioni concrete.

Senza contare che il cliente vuole essere coccolato e apprezzato. Nel film è bastata la presenza all’interno dell’ospedale per riaccendere la speranza. Niente di più. Vuoi un esempio di efficacia nel coccolare il cliente? Leggi l’esempio di Zalando e della sua capacità di farti sentire importante.

E per approfondire l’argomento ti rimando ad un altro mio articolo: qual è la chiave per trovare nuovi clienti online?

Insomma, a questo punto voglio sentire la tua: hai visto il film? Ti è piaciuto? Concordi con me sul fatto che alla fine è tutto basato su una buona campagna promozionale?

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