Cosa c’entra la SMO (Social Media optimization) con la SEO, la SMM e la SEM?

In principio era la SEO, poi si trasformò in SEM, SMM e adesso…SMO, o Social Media Optimization! Aspetta aspetta, non è proprio così..cerchiamo di fare un po’ di ordine di questi acronimi!
Sappiamo tutti (o quasi) di cosa parliamo quando introduciamo l’argomento SEO, il malefico SEO che detta legge sul posizionamento organico del nostro sito web. Allo stesso modo sappiamo cosa intendiamo con SEM ovvero la Search Engine Marketing…. lo sappiamo? Magari un brevissimo ripasso può essere utile:

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SEM = con questo acronimo intendiamo tutte quelle attività di marketing online volte al miglioramento della visibilità aziendale ed al posizionamento sui motori di ricerca. Definizione semplice, veloce, chiara. Non mi dilungo oltre.

SEO = Search Engine Optimization è uno degli strumenti che rientrano nel SEM appunto, e che ci permette di migliorare il posizionamento organico di un sito sui motori di ricerca. Definizione breve e concisa.

SMM = Social Media Marketing. Si tratta di quella branca del marketing volta a ottenere visibilità su social media e community virtuali.

SMO = Social media Optimization, insieme di strumenti che mi permettono di ottimizzare le pagine web in un’ottica di interazione social.

Per farla semplice, se la SEO è parte integrante della SEM, la SMO fa parte della SMM!

Mamma mia che fatica.

Mi piacerebbe però soffermarmi sulla SMO in questo post, cercando di analizzare che cosa può portare una sua corretta applicazione.

Quando apriamo una pagina Facebook o un profilo Google +, oppure un account su Twitter o un gruppo su Linkedin (ovviamente a seconda del tipo di business e di obiettivi che preventivamente ci siamo posti), abbiamo bisogno di creare interazione con gli utenti che ci seguono.

Oggi giorno l’interazione e la condivisione sono tutto per un’azienda che decide di approcciarsi al web marketing. Creare una certa consapevolezza di un prodotto o di un brand tramite opinioni e consigli dei clienti o dei cosiddetti starnutitori (si legga La mucca viola. Farsi notare (e fare fortuna) in un mondo tutto marrone) fa la sua gran differenza.

Avere 1000 fan in una pagina Facebook ottenuti tramite la corretta condivisione di post interessanti e di qualità, che commentano, condividono, lasciano il mi piace alle foto e partecipano attivamente alle discussioni, è molto più performante di una pagina con 3000 fan che non fanno assolutamente nulla.

Questa è SMO.

Creare una community specifica sul prodotto, su un argomento specifico o su un brand in Google +, dando libero spazio agli utenti di pubblicare contenuti interessanti e condivisibili, porta al sito traffico di qualità molto importante e aumenta di gran lunga il tasso di conversione.

Oltre a ciò, l’azienda stessa può interloquire con i possibili clienti interessati ai prodotti tramite interazioni di qualità (e non di pubblicità) all’interno di forum e discussioni degli utenti. La SMO quindi scende in profondità a livello di interazione sociale per ottenere traffico di qualità verso il proprio sito.

 

Quali sono dunque le conseguenze di un duro lavoro di SMO?

#1 Aumento sostanziale della brand awareness

#2 Traffico di qualità verso il proprio sito

#3 Aumento del CTR o tasso di conversione

#4 Aumento della platea di potenziali clienti

E voi fate SMO per il vostro blog o sito web?

 

Alla prossima 🙂

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